Il rosso del mattino si riverbera in un giuoco multicolore nel cielo, fuoco d'artificio scontato che mi annoia. I miei occhi scintillano ben altrimenti, temo che il loro fuoco perforerebbe il cielo. Sento di essere ormai fuori dalla crisalide. Mi conosco a fondo, mi manca solo di trovare la testa del mio sosia e di sezionarla a fondo, o la mia stessa testa di fanciullo dai riccioli...ah...venti anni fa...bambino...come mi suona strana questa parola. Sono stato anche io bambino fabbricato dal meccanismo decrepito e logoro del mondo? e ora trascino straccamente la fune che si chiama fato finche il becchino mi avrà seppellito e solo un paio di mosconi mi assicureranno ancora immortalità?
A questo pensiero mi vien voglia di ridere forse dalle mie ossa nasceranno dei fiorellini magari delle violette o forse un ''non ti scordar di me''. Allora verrano gli innamorati...schifo! Questo è marciume, sebbene io goda di pensare in questo modo il futuro - mi sembra infatti più piacevole marcire sotto la terra umida e strisciare che vegetare sotto l'azzurro cielo. come un verme piuttosto che uomo...mi tranquillizza sempre vedere gente per strada, tutti vestiti con colori allegri, leggiadri e azzimati!che cosa sono?sepolcri imbiancati sono...
Nella mia stanza un silenzio di morte...davanti a me un calamaio per annegarci il mio cuore nero, forbici per assuefarmi a sgozzare la gente, libri per nettarmi...e allora scrivo la mia vita in attesa che qualcuno la sezioni...i miei sosia?molti di loro cammineranno in una valle di lacrime...